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Lunedì 23 Gennaio 2012 17:48 |
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"Le imprese di pesca tornano a far sentire prepotentemente il loro grido di protesta contro le mille vessazioni con le quali devono quotidianamente fare i conti" dichiara Luigi Giannini direttore di Federpesca "dal prezzo del gasolio tra i più alti d'Europa per via di un sistema distributivo fortemente bloccato, ai molteplici adempimenti burocratici, spesso di origine comunitaria, che si traducono in veri e propri oneri impropri riservati solo alle nostre imprese che devono poi confrontarsi in un mercato aperto a tutte le importazioni da Paesi extracomunitari, che tali costi non devono sopportare".
"L'ultima ondata di obblighi e conseguenti costi deriva dall'applicazione del Regolamento comunitario sui Controlli, che segue quello sulle Misure Tecniche della pesca nel Mediterraneo" continua Giannini" tra cui l'istituzione della Licenza di pesca a punti e l'installazione dell'ennesimo apparato satellitare di controllo (il log book elettronico, dopo la blu-box): comprendiamo che si tratti di adempimenti comunitari da osservarsi ma dobbiamo tutelare la competitività delle nostre imprese magari prevedendo norme applicative che attenuino il peso economico e l'impatto sull'operatività".
" Siamo a fianco dei nostri armatori e dei loro equipaggi nel rivendicare attenzione dalle Autorità di Governo e per contribuire fattivamente a trovare soluzioni praticabili " conclude Giannini" in fondo le nostre imprese chiedono solo di poter operare serenamente rispettando regole certe ed equilibrate".
Nei prossimi giorni Federpesca avvierà un confronto diretto con il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania, sullo stato di disagio espresso dalle imprese e sulle azioni che il Governo valuterà di intraprendere. |
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